Contratto Formativo

INTEGRAZIONE DEI COLLEGI DI SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE

PREMESSA

La scuola è il luogo d’incontro e di scambio relazionale, sociale e culturale in cui ciascuno e ciascuna, docente, genitore, collaboratore scolastico, operatore amministrativo e dirigente contribuisce alla crescita sociale e culturale di bambine e bambini perchè diventino persone e cittadini aperti e democratici nel rispetto delle differenze e del pluralismo, intesi come ricchezza ed opportunità per tutti di crescita personale e collettiva.

Le docenti e i docenti pertanto intendono formulare un percorso formativo coerente ed unitario, con l’intento di accompagnare le nuove generazioni verso la piena cittadinanza, con pari opportunità di inserimento attivo e consapevole nella vita sociale e civile.

Per attuare questo piano etico, culturale e pedagogico, la scuola si propone come centro che raccoglie “sollecitazioni” e vissuti dall’esterno per promuovere educazione ed apprendimento, individuando nella formazione il proprio contributo specifico in cui le numerose e varie esperienze (affettive - relazionali - cognitive - espressive - linguistiche) che bambine e bambini compiono prima e fuori della scuola, vengono organizzate con l’aiuto e la guida dell’insegnante e utilizzate per conoscere e comprendere.

La scuola quindi agisce per garantire ai bambini e alle bambine il diritto ad un percorso formativo organico e completo che promuove uno sviluppo articolato teso a costruire identità affettiva, cognitiva e relazionale, giungere alla conquista dell’autonomia, acquisire abilità, sviluppare competenze.

Nell’ambito della SCUOLA MATERNA

I Il docente deve...

Per realizzare ciò le insegnanti elaborano una programmazione curricolare annuale e periodica (mensile o bimestrale), in cui si esplicitano le finalità specifiche, i contenuti e le scelte metodologiche didattiche in linea con gli Orientamenti ‘90.

 

In particolare le insegnanti della Scuola Materna possono rilevare, grazie la tenera età dei bambini e delle bambine, realtà che apparentemente esulano dall’apprendimento didattico quali insicurezza, mancanza di motivazione, difficoltà relazionali, aggressività, ecc...Le insegnanti di conseguenza, possono garantire una specifica attenzione per tali situazioni, dai quali, inoltre, non si può prescindere per elaborare un percorso formativo didattico per ciascuno/a bambino/a e nella gestione “educativa” dell’intero gruppo-sezione.

Naturalmente perchè tale sforzo, che assorbe molto tempo e molte risorse, coi risultati non sempre visibili, possa avere una apprezzabile efficacia, è indispensabile che venga attuato congiuntamente alle famiglie e all’extrascuola.

La programmazione garantisce, inoltre, la piena intelligibilità delle valutazioni sul processo di crescita di ciascuno/a bambino/a grazie ad un’osservazione sistematica documentata che consente di individuare:

- elementi formativi (valutare per educare);

- elementi oggettivi e comparativi (perchè il genitore conosca, con la maggiore obiettività possibile, quali sono le competenze e i risultati raggiunti dal proprio figlio/a, anche in relazione a livelli standard concordati (vedi scheda in uscita della scuola materna) ricordando, ovviamente, che tali elementi non debbano essere intesi come valori assoluti, ma interpretati alla luce delle potenzialità del grado di sviluppo di ciascun bambino);

- elementi regolativi e autoregolativi (perchè la scuola e le famiglie abbiano elementi per “regolarsi” secondo le specifiche competenze, nell’impegno teso al miglioramento di eventuali situazioni deboli o critiche).

Tale programmazione è a disposizione degli interessati e illustrata in assemblea ai genitori.

II Il genitore deve...

Il Collegio Docenti della Scuola Materna ritiene fondamentale stipulare annualmente con le famiglie, attraverso una assemblea di classe, un “contratto formativo” che permetta di concordare modalità e forme specifiche per porre attenzione su alcuni aspetti ritenuti dalla scuola indispensabili a promuovere un buon sviluppo cognitivo relazionale del bambino:

- un inserimento scolastico graduale che consenta al bambino di vivere la prima esperienza scolastica e sociale il più positiva possibile;

- il contributo dei genitori a condividere l’azione educativa a casa come a scuola

- comprendere il valore educativo proposto comporta, inoltre, il rispetto delle norme che regolano la vita comunitaria (pulizia personale giornaliera- corredo contrassegnato con ricambi settimanali- osservanza dell’orario di entrata e di uscita- ecc...).

III Insieme facciamo...

- La collaborazione tra scuola e famiglia si può articolare mediante modalità, tempi, competenze e disponibilità degli insegnanti e dei genitori attraverso:

a) colloqui individuali su richiesta dell’insegnante e/o del genitore;

b) consiglio di intersezione;

c) consiglio di circolo.

- Al fine di arricchire culturalmente la scuola, inoltre, ciascun genitore è invitato a mettere a disposizione la propria competenza per eventuali integrazioni alle attività scolastiche.

IV Il CDM, infine, ritiene che nel momento in cui la scuola fa delle proposte e delle offerte formative deve  contemporaneamente richiedere alla comunità scolastica tutta, ed in particolare alla realtà locale ed alle famiglie, alle quali le offerte stesse sono rivolte:

A    Una manifesta fiducia nella scuola locale e nei suoi operatori complessivamente intesi, nella convinzione che -stanti i vincoli e le risorse (dell’amministrazione, delle strutture, ecc...)- sono competenti e intenti a fare il possibile per offrire un servizio formativo adeguato alle esigenze dell’utenza e della comunità;

B    La presa di coscienza che l’offerta formativa della scuola deve primariamente rispondere a criteri di democraticità, nel rispetto delle differenze e del pluralismo;

C   La massima trasparenza nei rapporti con la scuola, con l’impegno da affrontare nella scuola stessa (con docenti e con gli organi collegiali e/o rappresentativi competenti) ogni problema, dubbio, perplessità, lamentela, richiesta e proposta connessi al contratto formativo e, in generale, alla C.d.S. ed al POF.

 

Gallico 13 settembre 2006

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

HOME