LINEE DI INDIRIZZO

 

 

Premessa

Le istituzioni scolastiche statali e paritarie  hanno applicato il processo di cambiamento previsto dalla Legge 53/04 e dal D.Lgs. 59/2004.

In questa prospettiva, l’Amministrazione ha avviato, già da quest’anno scolastico, una serie di azioni a sostegno della progettualità delle scuole, della formazione dei docenti, della ricerca di nuovi modelli didattici ed organizzativi.

Il processo di innovazione in atto si presenta infatti come preziosa occasione – nella  dovuta applicazione delle indicazioni dettate dalla normativa nazionale – per individuare nuove ed efficaci modalità di relazione tra le singole autonomie scolastiche – a cui il nuovo Titolo V della Costituzione attribuisce una esplicita rilevanza, nell’ambito e in funzione delle finalità del sistema scolastico - e l’Amministrazione, a cui compete la necessaria attività di indirizzo e di coordinamento, finalizzata alla coerenza complessiva del sistema, esercitata dall’amministrazione in stretta correlazione con gli obiettivi generali individuati.

Le prospettive aperte dalla personalizzazione dei piani di studio e dagli spazi di flessibilità organizzativi e didattici previsti sia nel decreto di riforma avvalorano infatti il ruolo delle Istituzioni Scolastiche autonome nella definizione degli obiettivi e dei percorsi formativi, nella scelta delle metodologie e degli strumenti didattici, nell’individuazione delle strategie organizzative più idonee a rispondere ai bisogni dell’utenza. Nello stesso tempo definiscono nuovi ambiti di responsabilità delle scuole nel costruire le prospettive di sviluppo di un sistema formativo di qualità, capace di dare risposta ai bisogni dell’utenza e del territorio di riferimento.

Le presenti linee di indirizzo, intendono riunire in forma organica e sintetica le principali coordinate,  di dirimere eventuali incertezze interpretative, di garantire le condizioni per una efficace ed uniforme applicazione delle norme sopra richiamate.

 

Attuazione del decreto legislativo 59

Tutte le classi  della scuola primaria e la prima classe del biennio della scuola secondaria di primo grado (artt. 13 comma 2 e 14 comma 1

Scuola primaria: Anticipi delle iscrizioni

Assolvono il diritto-dovere all’istruzione i bambini che hanno compiuto i 6 anni entro il 31 agosto dell’anno scolastico di riferimento (art. 6 comma 1 del D. Lgs. 59/2004).

Possano essere ammessi anticipatamente alla prima classe i bambini e le bambine che  compiono i 6 anni di età entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, secondo criteri di gradualità definiti dall’art. all'articolo 13, comma 1.

Considerato che la data del 30 aprile attiene all'applicazione a regime degli anticipi ed analogamente con quanto previsto a livello nazionale, il termine è fissato annualmente dalle disposizioni ministeriali.

Orari di funzionamento

L’orario annuale delle lezioni prevede un monte ore obbligatorio ed un monte ore facoltativo per le famiglie degli alunni, al quale si aggiunge eventualmente l'orario riservato all'erogazione del servizio di mensa e di dopo mensa.

I tre segmenti orari rappresentano il tempo complessivo di erogazione del servizio scolastico e concorrono paritariamente a costituire un modello unitario del processo educativo, da definire nel Progetto di Istituto.

Nel dettaglio, il tempo scuola previsto per la scuola primaria, in ottemperanza  al decreto legislativo è così definito:

  •  Un monte ore obbligatorio di 891 ore annue distribuite su 33 settimane convenzionali di lezione.

  •  La concreta articolazione tra le discipline di tale monte ore rimane demandata all’autonomia organizzativa e didattica delle singole istituzioni scolastiche, ai sensi della deliberazione della G.P 6929/1999.

  • Le scuole possono inoltre procedere ad una variazione del monte ore annuo delle singole discipline entro il 15% e fino ad un massimo del 30% per le scuole che hanno aderito al Protocollo, per compensazione tra discipline o per introdurne di nuove (D. M. 234/00)

  • Ulteriori 99 ore annue per attività facoltative per gli alunni che le istituzioni scolastiche dovranno obbligatoriamente proporre e che andranno individuate in relazione alle prevalenti richieste delle famiglie, nell’ottica della personalizzazione dei piani di studio ed in coerenza con il Portfolio.

  • Tali attività sono scelte dalle famiglie all’atto dell’iscrizione, per tutte o per alcune delle ore previste e per tutto l’anno scolastico e vengono organizzate dalle scuole compatibilmente con le risorse loro assegnate e con le esigenze di pianificazione del trasporto e del servizio mensa.

  • fino a 330 ore annue per mensa e dopo-mensa.

 

Modalità organizzative del curricolo: le istituzioni scolastiche, nella propria autonomia, in relazione alle consistenze di organico loro assegnate, avvalendosi delle professionalità esistenti, valutate le prevalenti richieste delle famiglie, provvederanno a modulare l'orario facoltativo in attività ed insegnamenti, che saranno ricompresi nel Progetto di Istituto e rese compatibili con il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (allegato D del decreto). Le famiglie contribuiscono, in maniera attiva e partecipata, alla definizione dei percorsi formativi dei propri figli, nel rispetto delle loro vocazioni, capacità, attitudini ed inclinazioni, anche attraverso la scelta delle attività educative, da svolgere nell’orario facoltativo.

Le attività facoltative scelte dalle famiglie, rientrano organicamente nel Piano di Studi Personalizzato dell’alunno e comportano l’obbligo di frequenza.

Le istituzioni scolastiche, anche per il tramite del docente incaricato di funzioni tutoriali, assolvono il compito primario di creare le condizioni atte a garantire il successo scolastico, attraverso interventi compensativi e mirati e un'offerta formativa arricchita, tesa anche al recupero di svantaggi e disuguaglianze culturali.

 

Il curricolo dell’autonomia: I Piani di Studio Personalizzati

L'articolo 13 del decreto legislativo prevede che, in attesa del definitivo assetto pedagogico, didattico e organizzativo, da disciplinare mediante regolamento governativo, si adottino, in via transitoria, le Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati, allegate al decreto medesimo, rispetto alle quali si intende qui richiamare l'attenzione su alcuni punti significativi.

Le Indicazioni nazionali evidenziano come la scuola primaria debba favorire l'acquisizione, da parte dell'alunno, sia della lingua italiana, indispensabile alla piena fruizione delle opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche, sia di una lingua comunitaria, l'inglese. La scuola primaria deve favorire, inoltre, l'acquisizione delle varie modalità espressive di natura artistico - musicale, motoria, scientifico-tecnica, oltre che delle coordinate storico-geografiche, organizzative della vita umana.

È compito dei docenti utilizzare gli obiettivi specifici di apprendimento per progettare Unità di apprendimento caratterizzate da obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli allievi, compresi quelli in situazione di handicap, volte a garantire la trasformazione delle capacità di ciascuno in reali e documentate competenze coerenti con il Profilo.

Gli obiettivi specifici di apprendimento sono ordinati per attività educative e disciplinari e articolati per periodi didattici. Per ciascuna disciplina vengono indicate conoscenze e abilità che l'azione della scuola aiuterà a trasformare in competenze personali di ciascun alunno.

Si richiama altresì l'attenzione sugli obiettivi specifici di apprendimento relativi all'educazione alla Convivenza civile (educazione alla cittadinanza, stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all'affettività) che non costituisce una disciplina a se stante, ma si concretizza in un'offerta di attività educative e didattiche unitarie a cui concorrono i docenti contitolari del gruppo classe.

Si ritiene inoltre utile qui sottolineare come l'attività laboratoriale costituisca in generale una metodologia didattica da promuovere e sviluppare in tutti i diversi momenti ed articolazioni del percorso formativo e da ricomprendere in un quadro didattico e organizzativo unitario. La scelta delle diverse modalità di realizzazione di tali interventi laboratoriali è affidata alla professionalità docente ed alla progettualità delle singole scuole, che ne valuteranno l’utilità operativa nella realizzazione di interventi su gruppi elettivi, di compito o di livello, finalizzati al consolidamento ed alla personalizzazione degli apprendimenti.

Il processo di personalizzazione degli interventi formativi, previsto per l'intero percorso scolastico di ciascun alunno, trova la sua concreta espressione nell'impiego del Portfolio delle competenze, costituito dalla documentazione essenziale e significativa delle esperienze formative dell'alunno e dalla descrizione delle azioni di orientamento e valutazione del medesimo. Il Portfolio, al cui aggiornamento concorre l'équipe dei docenti, d'intesa con la famiglia, viene gestito nel contesto delle competenze attraverso le quali si esprime la funzione tutoriale.

 

La valutazione

L'articolo 8 del decreto legislativo stabilisce che la valutazione venga effettuata dai docenti sia con scansione periodica e annuale, sia in occasione del passaggio al periodo didattico successivo. Essa riguarda gli apprendimenti - sia quelli connessi agli orari obbligatori, sia quelli riferiti agli orari facoltativi scelti dagli alunni - sia il comportamento degli alunni. La valutazione degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze dagli stessi acquisite, sono affidate ai docenti responsabili delle attività educative e didattiche previste dai Piani di Studio Personalizzati.

Ai sensi del citato articolo 8, commi 1 e 2, gli insegnanti procedono alla valutazione conclusiva dei singoli alunni ai fini del passaggio al periodo successivo. Gli stessi, con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere gli alunni alla classe intermedia, "in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione".

Considerato che l'articolo 4 del decreto in questione prevede, nella scuola primaria, un primo anno di raccordo con la scuola dell'infanzia e due periodi didattici biennali, il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di I grado avviene a seguito di valutazione positiva effettuata al termine del secondo periodo didattico biennale.

L'esame di licenza elementare rimane in vigore per il solo anno scolastico in corso.

DEFINITIVE ED APPROVATE DAL CONSIGLIO DI CIRCOLO

Le presenti linee di indirizzo vengono elaborate dal C.d.C. ai sensi dell’art.3 del D.P.R. 275/99 e tengono conto dei risultati positivi raggiunti dalla scuola negli anni scolatici scorsi e ad una puntuale declinazione di obiettivi e strategie condivise che hanno consentito di favorire il successo scolastico della quasi totalità degli alunni e di innalzare i livelli di apprendimento.

Alla luce  di ulteriori riflessioni e delle nuove esigenze formative rilevate, le seguenti linee di indirizzo rappresentano i punti cardine da cui gli OO.CC. e tutti gli operatori della scuola, nella diversità dei ruoli e delle funzioni, si dovranno muovere per predisporre ogni azione educativa e didattica a misura dei bisogni degli alunni e delle loro famiglie, nell’ottica di realizzare una comunità educante dove ogni persona trova il suo spazio di crescita e di sviluppo.

Il C.d.C. considerati i documenti programmatici a suo tempo già approvati e adottati dagli organi collegiali del Circolo;

considerata la necessità di fornire al Collegio le LINEE GUIDA per la redazione del P.O.F adotta i seguenti criteri generali:

La scuola, pertanto, sulla base delle esigenze e delle caratteristiche dell’utenza si pone in collaborazione con il territorio per:

     ampliare i processi di orientamento e continuità tra i vari ordini di scuola;

     educare alla convivenza democratica, al rispetto delle regole e leggi e al senso di responsabilità;

- Promuovere l’educazione interculturale, quindi l’accoglienza, la solidarietà e la valorizzazione delle diversità;

- Realizzare interventi in rete con le  altre scuola, con le altre istituzioni, con il privato sociale al fine di operare in modo integrato e di valorizzare tutte le risorse (professionali, ambientali e di servizi presenti

- Progettare percorsi formativi curriculari ed extracurriculari a misura degli alunni ed in grado di rafforzare l’identità personale e culturale;

- Migliorare il rapporto scuola-famiglia attraverso il coinvolgimento e la collaborazione.

 

Il Collegio dei docenti, nella sua libertà progettuale, è invitato a:

 - adottare una organizzazione oraria che permetta di armonizzare le proposte educative curriculari ed extracurriculari in modo da aumentare la motivazione allo studio;

 - attivare e continuare i progetti significativi, riconoscerli come parte integrante dell’offerta formativa e funzionali per raggiungere gli obiettivi generali di apprendimento;creare le condizioni perché il tempo scuola sia caratterizzato dallo “star bene a scuola”;

 - esprimere nuove progettualità nell’adozione di nuove metodologie nell’uso sempre più necessario e diffuso delle tecnologie informatiche e della lingua straniera;

porre attenzione alle evoluzioni del sistema scolastico e migliorare i processi per accrescere l’efficacia del servizio;

 - aderire a progetti di respiro europeo per ampliare gli orizzonti conoscitivi degli alunni;

 - aderire, con tutto il personale a percorsi di formazione in servizio per qualificare l’offerta formativa.

 

           

R.C. Gallico 05/09/2006                                                                   F.to il Presidente del C.d.C.

                                                                                                    

ALLE SUPERIORI LINEE IL COLLEGIO DEI DOCENTI  DOVRA’ FARE RIFERIMENTO NELL’ELABORAZIONE DEL POF.

Salvo nuove disposizioni Ministeriali,potrebbero subire eventuali modifiche.

 


 

 


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