Linee Essenziali - Pof Europeo



Progetto Didattico Educativo

“A piccoli passi verso l’Europa”

PREMESSA

 

Nel marzo 2000 a Lisbona il Consiglio europeo ha legittimato un nuovo potenziale ruolo per l'istruzione, riconoscendo che l'Unione europea si trova dinanzi "ad una svolta epocale risultante dalla globalizzazione e da una economia basata sulla conoscenza".

L'obiettivo di un'educazione di qualità è strettamente correlato allo sviluppo ed alla promozione di una dimensione europea dell'educazione stessa, pur nella consapevolezza che il concetto di dimensione europea dell'educazione va inteso in senso dinamico, come continuo processo di interazione alla cui base sono la coscienza ed il rispetto del pluralismo e delle diversità, di quelle diversità che sono patrimonio e ricchezza dei popoli d'Europa.

E’ cresciuta la consapevolezza politica del ruolo dell'istruzione-formazione, del suo rilievo quale variabile fondamentale del processo dello sviluppo economico e sociale, in sostanza della sua centralità per il futuro degli Stati e, pertanto, dell'Unione europea.

In questi  anni gli Stati membri e la Commissione hanno operato congiuntamente per sostenere la cooperazione in materia di istruzione e formazione, che ha acquistato slancio con l'approvazione del programma dettagliato di lavoro sugli obiettivi dei sistemi di istruzione e formazione in Europa e con l'orientamento verso una strategia per la realizzazione della formazione lungo tutto l'arco della vita.

Il conseguimento di tale obiettivo comporta in primo luogo la valorizzazione delle risorse umane, nell'intento di individuarne i bisogni, di utilizzarne appieno le capacità, di agevolarne la crescita e di migliorarne la qualità della vita.

E' necessario in tale contesto riconsiderare le politiche nazionali ed i metodi della cooperazione a livello europeo, ancor più nella prospettiva del processo dell'allargamento dell'unione:

·da un lato occorre infatti porre l'istruzione e la formazione al centro dei processi di crescita e modernizzazione delle nostre società;

·dall'altro è necessario sviluppare le potenzialità dell'attività transnazionale, promuovendo nuove proposte di collaborazione che rafforzino il processo avviato.

 

Finalità

Mosaico di: lingua, modi di vivere, cultura per condividere tutti una stessa eredità.

Condivisione dei valori di: democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e del cittadino, tutela di una comune civiltà.

Conquista dell’unificazione europea: PACE è stata fatta.

 

Obiettivi

Scuola dell’infanzia:

1. Primo approccio, attraverso il gioco, alla lingua inglese.

Scuola primaria:

 1. Apprendere e approfondire le competenze relative alla lingua inglese.

 2. Attivare progetti con scuole europee.

 

Progetti:

  1. Lingua inglese nella scuola materna

  2. Potenziamento della lingua inglese nella scuola primaria, anche attraverso  certificazioni esterne.

 3. Attivazione di progetti / gemellaggio con altre scuole anche straniere appartenenti alla C.E.

 

Tematiche:

  1. Conoscenza del ruolo delle istituzioni europee

  2. A tavola con l’Europa

  3. La salute in Europa

  4. La Scuola e le abitudini in Europa

  5. L’Unione Europea e l’ambiente

  6. Successi europei nell’ambito scientifico/matematico – storico - geografico

  7. Il ruolo delle Istituzioni europee nel mondo

  8. I diritti dei cittadini europei

  9. Quale sarà l’Europa di domani ??

Obiettivi 2010: come stanno procedendo gli Stati Membri

La Commissione ha compilato il secondo rapporto annuale relativo al monitoraggio dei progressi che gli Stati Membri stanno facendo per raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Lisbona nel marzo del 2000 e da realizzare entro il 2010 perché l’Europa possa “diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con i nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”.


Quali risultati sta producendo il
programma di lavoro elaborato dal Consiglio per il raggiungimento degli obiettivi prefissati? Ecco quali sono i punti di forza e di debolezza che sono emersi.

 

Abbandono scolastico – Sebbene alcuni progressi siano stati fatti, la maggior parte degli Stati Membri  deve incrementare i propri sforzi per raggiungere l’obiettivo prefissato: ridurre del 10% il tasso di abbandono scolastico. Nel 2004, infatti, quasi il 16% degli studenti tra i 18 e i 24 anni non ha portato a termine gli studi intrapresi. I migliori risultati sono stati raggiunti da Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.


Campo scientifico –  Due sono gli obiettivi fissati per il 2010: incrementare di almeno il 15% il numero dei laureati in materie scientifiche e rendere più equilibrata la proporzione tra uomini e donne. Questo obiettivo sarà raggiunto, e prima del tempo. Risultati particolarmente incoraggianti sono stati raggiunti in Slovacchia, Polonia e Spagna.


Innalzamento del livello di istruzione – Il Consiglio aveva stabilito che per il 2010 almeno l’85% dei ventiduenni dell’UE dovesse aver completato la scuola primaria di secondo grado. Purtroppo, la cifra fluttua ancora attorno al 76.5% e sembra non aumentare oramai dal 2000. Tra i paesi che maggiormente si sono adoperati ad aumentare il livello d’istruzione spiccano Slovacchia, Slovenia e Repubblica Ceca.

Acquisizione delle competenze di base – Questo dato non sembra aver subito mutamenti dai dati del 2000: ancora oggi circa il 20% degli studenti sotto i 15 anni ha gravi difficoltà nel leggere e scrivere. I progressi maggiori sono stati fatti da Finlandia, Irlanda, Olanda.


Educazione lungo tutto l’arco della vita – Il progresso c’è ma è molto lento: il tasso di adulti che partecipano al processo di educazione lungo l’arco della vita ha visto un incremento del 1,5% rispetto al 2000. L’obiettivo da raggiungere è il 12.5%, ma la media europea è ancora del 9.4%. I progressi maggiori si sono registrati in Svezia, Danimarca, Finlandia.


Infine, dal rapporto risulta ancora estremamente basso l’investimento in risorse umane, sia del settore pubblico che privato, così come scarso è il numero di insegnanti e formatori qualificati che, tra il 2005 e il 2010, dovranno andare a sostituire oltre un milione di pensionamenti previsti.

 



 

 


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