SAPORI MEDITERRANEI

PRESENTAZIONE

De re coquinaria è il più importante libro di cucina scritto in latino, ma non sono stati i Romani i primi a tramandare documenti del genere: ogni popolo ci ha trasmesso le ricette per conservare e cucinare il cibo. Ciò a sottolineare l’importanza che la nutrizione ha sempre avuto nella storia umana. Fino a qualche secolo fa procurarsi due pasti al giorno non era poi così facile.

Ci sono giunte ricette gastronomiche dagli Egizi, dai Greci, dagli Etruschi, attraverso documenti iconografici e più raramente attraverso fonti documentarie. È ormai una moda, a volte costosa, riprodurre le bevande e le pietanze degli antichi popoli, per poterle ancora degustare.

La cultura culinaria spesso serve per comprendere la psicologia di un’etnia e le sue abitudini di vita, ma anche le capacità di adattamento, fondamentali per la sopravvivenza.

Alla luce di tutto questo, ogni ricerca che miri a serbare una tradizione è un pilastro sul quale le future generazioni costruiranno l’avvenire, e la sua stabilità dipenderà dalla nostra capacità di conservare innovando.

Questo libro, realizzato dagli alunni  della scuola Elementare di Gallico Marina e dai loro compagni del I Circolo di Potenza, plesso XVIII Agosto - oltre a dimostrare il valore delle insegnanti, che hanno saputo creare con i fatti una sinergia culturale - ha il pregio di essere una testimonianza di come lo screening didattico e il lavoro d’equipe possa unire con un filo magico le vecchie alle nuove generazioni, consentendo alla tradizione di vivere nel presente senza essere considerata un inutile fardello.

Attraverso lo studio delle cucine regionali di Calabria e Basilicata questi bambini hanno riscoperto radici comuni, si sono riappropriati di un presente che è il frutto di secoli di dominazioni straniere, le quali anche nel cibo hanno lasciato le loro tracce.

Come non vedere nel pesce spada al sarmoriglio e miele l’impronta greca, nel pane cotto l’essenziale cucina dei monaci bizantini.

La cucina Calabro-Lucana, che ci viene presentata, è povera, fatta di pochi ingredienti, ma ricca di fantasia. Giungerà il rosso del pomodoro e la forza del peperoncino a darle allegria, con la dominazione di quegli Spagnoli conquistatori delle Americhe.

Tra le proposte dolciarie tanto miele aromatico, non solo di castagno, ma anche di fiori d’arancio, che insieme allo zucchero sono stati gli Arabi a portare dall’Oriente.

Possiamo leggere in ogni piatto la storia, il lavoro del contadino, che coltiva le sue patate d’oltreoceano, le sue rape e i peperoni, combattendo contro la forza del sole che, a queste latitudini, inaridisce il terreno, e contro le piene dei torrenti appenninici.

Questo libro è un ponte, tra Potenza e Reggio Calabria, fatto di sapori millenari, ma in grado di trasmettere il valore della semplicità.

Nella cucina delle nonne, intente a onorare ogni festività con un tipico piatto, sono andati a mettere il naso i bambini, intingendo le loro mani nella farina delle Frappe di Carnevale, nelle uova del Calzone natalizio, nella ricotta della Pastiera pasquale, e insieme alle nonne hanno consentito a questi profumi di diffondersi ancora tra le strade, contrastando il miasma di patatine fritte e hamburger.

 Lucrezia Di Giorgio

 

Francesco Idotta

Coordinatore

Gruppo Giovani

del Rhegium Julii

Se voi volete il libro delle ricette  scrivete al mio indirizzo e-mail.

Buon appetito!

 
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