Azzurra Emozione

Progetto

RI.SO.R.SE

 

OGGETTO DELL’ESPERIENZA : UNITA’ DI APPRENDIMENTO

QUOTA 15%  - Ambiente

Azzurra Emozione

Mare - Collina

 

1. L’ESPERIENZA

Costruzione di un modello per la pianificazione di Unità di Apprendimento

La Riforma  Moratti ha indotto un   cambiamento  nella progettazione dei percorsi didattici e pertanto  ne è derivata la necessità di utilizzare uno strumento metodologico che consentisse di ipotizzare i percorsi  unitari ed ologrammatici che mirassero al conseguimento di competenze dichiarate tenendo come riferimento  le Indicazioni Ministeriali.

L’ipotesi del modello  strutturato dell’ UdA ha coinvolto gli insegnanti  nella progettazione di percorsi unitari di formazione della persona in cui le discipline e le relative conoscenze ed abilità assumono un ruolo di sostegno alla costruzione di competenze da utilizzare in particolari circostanze e situazioni di vita.

   1.0 SINERGIA CON ALTRI ELEMENTI DELLA RIFORMA:

L’esperienza è stata attivata e si è sviluppata in parallelo ed in totale sinergia con:

P.S.P. coerente con il POF di scuola e la  Programmazione d’interclasse, incentrata  sui valori di:

IO, GLI ALTRI, L’AMBIENTE

Gli Obiettivi formativi ipotizzati in congruenza con il POF, sono intesi come opportunità di maturazione personale ed orientati alle competenze e non alle prestazioni.

Essi sono il prodotto della negoziazione tra:

·      Il PECUP

·        L’analisi della capacità degli alunni

·        La predisposizione di esperienze motivanti per l’apprendimento

·        La prospettiva pluri – interdisciplinare

    (contenuti disciplinari, temi, esperienze).

1.1    DATI DI CONTESTO (con riferimento al contesto socioeconomico, di struttura e risorse,  di organizzazione, di cultura pedagogica della scuola)

Analisi della situazione

Il Circolo Didattico di Gallico, comune di Reggio Calabria, comprende quattro Plessi  (Scuola Elementare, Scuola Materna):

GALLICO PASSO CARACCIOLO

GALLICO MARINA

GALLICO SUPERIORE

VILLA SAN GIUSEPPE

Il territorio è un  centro marittimo - turistico - balneare  fortemente urbanizzato,  posto alla periferia Nord di Reggio Calabria da cui dista chilometri sette. Il contesto socio - culturale di medio livello è caratterizzato dalla mancanza del senso di appartenenza e dall’ appropriazione delle proprio radici socio – storiche necessarie allo sviluppo della coscienza civica per la valorizzazione e la tutela del territorio.

E’  occupato dal 30% di agrumeti, dal 20% di litorale costiero, dal 50% di zone   urbanizzate.

Le attività commerciali  più diffuse sono piccole industrie a livello artigianale per la lavorazione degli agrumi e dei prodotti derivati e dei prodotti  della pesca. L’agricoltura è praticata a livello di aziende familiari; è  in incremento l’allevamento delle api e la produzione del miele,  tali attività determinano il commercio locale, nazionale ed estero.

Il turismo costiero è sostenuto dalla presenza di strutture di ristorazione con centri di balneazione.

Coinvolgimento delle classi:

La partecipazione e l’adesione ai processi innovativi previsti dalla Riforma si è incentrata sull’utilizzo dei Piani di Studio Personalizzati e sulla individuazione – elaborazione di un modello per la costruzione – organizzazione delle Unità di Apprendimento e anche sull’integrazione del curricolo nazionale con la quota  del 15/% destinata al territorio.

L’esperienza  ha coinvolto le classi 1^ – 3^ e la classe 5^ di Gallico Marina limitatamente al progetto in rete con il  I°  Circolo  di  Potenza per la produzione del libro ”sotto lo stesso cielo tra natura – mare – gente”.

 Le classi 2^ – 3^ del plesso di Gallico Superiore.

1.2 OBIETTIVI PREVALENTI (si intende il significato che la scuola ha dato nell’ambito della sua esperienza  a quello o a quegli  specifico/i aspetto/i della riforma)

Obiettivi

§ Progettare un Percorso Formativo Unitario capace di guidare l’alunno lungo un percorso non frammentario di conoscenze, organizzando i “saperi” in relazione alle esigenze conoscitive e alla problematizzazione della realtà.

§ Approntare pratiche didattiche basate sull’osservazione diretta e sulla sperimentazione di percorsi didattici incentrati sull’ambiente predisponendo approcci  trasversali a tutte le discipline.

§  Creare una comunicazione aperta in cui ci sia spazio e possibilità per ciascuno di trasformare le proprie potenzialità in reali competenze, nel rispetto della Persona.

1.2          TIPOLOGIA E RUOLO DEGLI ATTORI COINVOLTI NELL’ESPERIENZA

La progettazione delle linee portanti dell’UdA è stata effettuata da alcune docenti, nel primo periodo dell’anno scolastico.

Successivamente, la progettazione delle singole UdA è stata effettuata dagli insegnanti dell’ èquipe pedagogica secondo i tempi richiesti dagli alunni di ciascuna classe.

1.4 LA GESTIONE DEI TEMPI IN RAPPORTO A: PROGETTAZIONE – ATTUAZIONE

In ottemperanza alla  Legge 53/03, all’ emanazione del D.M. 61/03 e alle CC.MM 62/03 e 69/03 il C.d.d.  nel mese di maggio 2004 ha avviato un’attività di autoformazione per lo studio, il confronto, l’approfondimento sui temi ed interrogativi posti dalla RIFORMA MORATTI confrontandosi  a livello di staff per la realizzazione degli  strumenti e loro applicazione, e sulle conseguenti forme di attuazione.

Organizzazione oraria settimanale in uso nel Circolo:

30 ore settimanali comprensive delle 3 riservate alle attività opzionali e facoltative, tutte in orario antimeridiano per sei giorni alla settimana dalle ore 8.00 alle ore 13.00.

 ATTUAZIONE

Settembre/Ottobre 2004

1.5 RISORSE UTILIZZATE

§         Indicazioni Nazionali  per i Piani Personalizzati nella Scuola Primaria. Raccomandazioni  per la comprensione e l’attuazione dei Documenti   Nazionali della riforma

§         Pecup

§         O.S.A.

§         Collaborazione  e  scambio di informazioni con altre istituzioni

§         Formazione  in presenza e on line a sostegno dell’attuazione del D.M. n° 61/2003.

§         Computer – uscite didattiche – escursioni – testi – filmati e immagini fotografiche. 

1.6 STRATEGIE  METODOLOGICHE E ORGANIZZATIVE

Le attività  relative ai vari percorsi sono state caratterizzate dalla didattica laboratoriale per una scuola che non si limita alla trasmissione dei saperi, ma diventa un luogo dove operare, un luogo di esperienze concrete dove si produce conoscenza e si sviluppa la logica della scoperta. Gli alunni hanno lavorato per piccoli gruppi all’interno del gruppo classe per favorire da un lato la personalizzazione del lavoro scolastico, permettendo a ciascun alunno di operare secondo i propri ritmi e le proprie capacità, dall’altro la capacità di collaborare

( nel gruppo e tra i gruppi) per un obiettivo comune.

Attraverso attività motivanti, tenendo conto del livello cognitivo e delle capacità di apprendimento degli alunni, si è favorita la consuetudine all’ascolto e alla lettura, facendo ricorso all’apporto conoscitivo dei veicoli sensoriali e della creatività per:

 

§         Stimolare curiosità e desiderio di scoprire cose nuove dell’ambiente in cui si vive;

§         Riconoscere e valorizzare il patrimonio naturale e produttivo del territorio (con particolare riferimento ai periodi stagionali);

§         Favorire la produzione di testi descrittivi e narrativi (orali e scritti), di rappresentazioni iconiche e di facili canti folkloristici;

§         Cogliere le principali problematiche ambientali e proporre ipotesi risolutive.

Sono state privilegiate strategie metodologiche basate su: 

q       ricerca,

q       approccio ludico in situazioni informali,

q       visite e osservazioni dell’ambiente circostante,

q       indagini, interviste, schemi e tabelle,

q       laboratorio espressivo di ricerca ambientale,

q       giochi di ruolo, simulazioni,

q       conversazioni e verbalizzazioni,

q       lavori di gruppo, collettivi, individuali,

q       elaborazione di testi multimediali nel laboratorio di Informatica,

q       produzione del libro “Sotto lo stesso cielo”.

Infine, sono state utilizzate le immagini dei luoghi studiati, come scene per la rappresentazione teatrale di fine anno.

Infatti i nostri alunni, insieme ad altri di altre classi, saranno  i protagonisti, sulla scena, della storia del proprio territorio, non trascurando continui e puntuali riferimenti al presente, del quale sono testimoni diretti.

1.7 LA DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Da alcuni anni, in attuazione dell’art.8 del DPR 275/99 (regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche), la scuola di Gallico ha elaborato il proprio curricolo formativo riservando la quota del 15% (curricolo locale) allo studio  dell’ambiente. Con l’avvento della Legge 53/2003 e le nuove disposizioni Ministeriali, (D. L. gsv. n.59/04), dato che i contenuti della Riforma sono stati ritenuti dai docenti scientificamente fondati, pedagogicamente validi, e didatticamente funzionali alle modalità di apprendimento degli alunni,  si è realizzata una personalizzazione  dei percorsi attraverso la predisposizione di una varietà di risorse (laboratori, gruppi di compito, di livello d’approfondimento o recupero, di interesse), la progettazione di Piani di Studio Personalizzati, (attraverso l’ elaborazione di  una macro struttura sottoforma  di mappa concettuale,  nella quale gli elementi vanno ad intersecarsi, con un percorso sistemico e  dove vengono evidenziati i punti salienti da esplicitare nella progettazione dell’UdA.

Il punto fondamentale tenuto presente nella elaborazione dell’UdA è stato l’individuare gli indicatori delle competenze tratti dal Profilo educativo culturale professionale (Pecup), gli Obiettivi Generali del Processo Formativo e gli OSA tratti dalle Indicazioni  e il riferimento al POF), impostati su un nucleo fondamentale su base nazionale (riservata alle discipline e alle educazioni) e sulla quota del 15% del monte ore annuo (spendibile per esigenze ed obiettivi particolari o per nuove discipline e attività non previste dal curricolo ordinario)  da gestire in autonomia attraverso l’attivazione di progetti e laboratori.

Il Collegio Docenti ha inteso destinare la quota del 15% all’Educazione Ambientale, caratterizzata da obiettivi trasversali a più discipline ed educazioni riferite al proprio territorio. In particolare, dalle scuole di Gallico Marina e di Gallico Superiore sono stati sviluppati rispettivamente i seguenti nuclei tematici: “Il mare”; “La collina.”.

I lavori realizzati dalle classi coinvolte hanno costituito un percorso unitario dal titolo “Azzurra Emozione”.

Gli OSA di riferimento, i contenuti, le attività, le soluzioni organizzative,  unitamente alle attività  dei laboratori opzionali, sono stati inseriti nella varie  U.D.A. che costituiscono i  PP.SS.PP., e sono strutturate secondo uno schema concordato dal Collegio dei Docenti.

La progettazione delle singole U.D.A. è avvenuta in tre fasi successive e coesistenti: ideativa, attuativa e di verifica.

 

 

Il percorso è stato gestito secondo un modello sinergico in cui gli elementi fondamentali, definiti dal Collegio Docenti, sono gli obiettivi formativi trasversali e la struttura delle UU.AA. L’operatività del sistema è stata assicurata dal costante collegamento tra POF e PP.SS.PP.  e di questi ultimi con il Portfolio.

L’esperenzialità, la capacità, l’affettività, hanno costituito il filo conduttore per lo sviluppo cognitivo e personale di ciascuno, in un contesto relazionale tra famiglia, scuola ed extrascuola, al fine di realizzare un percorso formativo integrale ed unitario.

Gli Obiettivi Specifici di Apprendimento previsti dalle Indicazioni Nazionali sono stati giustamente adeguati e reinterpretati per la costruzione degli Obiettivi Formativi tenendo conto dei reali bisogni e delle possibilità degli allievi.

Gli Obiettivi Formativi delineati hanno mirato a maturare negli alunni, competenze-chiave che permettono loro di prendere parte attiva nel contesto ambientale e forniscono le basi per un apprendimento che dura tutta la vita.

Nella stesura del Percorso Formativo, tendente a privilegiare il principio dell’ologramma, sono state individuate diversi argomenti attorno ai quali ruota in ogni sua parte una completa visione del tutto; non si è proceduto, quindi, per successione e giustapposizione di attività e discipline, ma per un progressivo e coordinato sviluppo di apprendimenti, nei quali la destinazione non perde mai il rimando all’unità della persona, della cultura e dell’educazione.

I pilastri di fondo dell’organizzazione sono stati rappresentati dalle differenziazioni della funzione docente, dalla variazione degli spazi e dei tempi scuola, dall’articolazione delle attività e dal coinvolgimento delle famiglie, nonché dalla costituzione di  gruppi di livello, di compito, elettivi.

Poiché promuovere lo sviluppo integrale del bambino e la sua crescita educativa prevedono l’acquisizione di conoscenze e abilità che si trasformano in competenze, i LABORATORI  costituiti hanno rappresentato le  modalità didattiche atte  a soddisfare le diverse esigenze formative secondo principi di flessibilità e di personalizzazione del processo di apprendimento, per declinare le esigenze di ciascuno all’interno di un sistema cooperativo e non competitivo.

Alla fine di ogni U.A. sono state verificate le competenze acquisite dagli alunni secondo il seguente modello predisposto:

 

2. L’ESPERIENZA IN RELAZIONE AI  BISOGNI DALLA SCUOLA

Considerati i documenti normativi, noi docenti abbiamo attuato la riforma con atteggiamento critico e consapevole e con  il bisogno sempre presente dato dalla necessità di ricercare modalità e strategie di personalizzazione degli interventi.

L’esperienza è stata costantemente monitorata, con la collaborazione dei genitori. Questi ultimi, attraverso colloqui periodici con le insegnanti, anche in vista della realizzazione e gestione del portfolio, sono stati continuamente informati sull’andamento didattico dei propri figli e degli esiti raggiunti. Particolarmente soddisfatti i bisogni in merito:

 

1. personalizzazione dell’attività didattica: seppur limitata alle forme convenzionali d’individualizzazione nella pratica frontale si è rivelata efficace, in quanto  mirata alle competenze, nelle pratiche laboratoriali;

2. valorizzazione dell’identità culturale nel territorio: qualificata e interessante, alimentata dal riferimento agli obiettivi formativi iscritti nel POF.

 

3.    L’ESPERIENZA IN RELAZIONE ALLA  STORIA PEDAGOGICA, DIDATTICA ED ORGANIZZATIVA DEL CIRCOLO

La nostra scuola si contraddistingue per la collegialità  orientata all’innovazione e al cambiamento. Da sempre lo stile del Circolo va nella direzione del lavorare per staff e commissioni  a responsabilità diffusa; ciò ha favorito anche in questa occasione, la volontà di sostenere il processo di ricerca realizzato in gruppi di lavoro, in cui fossero rappresentate tutte le componenti e tutte le competenze professionali presenti. La scuola, già passata dalla programmazione curricolare a quella per progetti, ha recuperato e valorizzato tale esperienza ritenendole terreno fertile per il passaggio alle U.A.

 

4.    LE TRASFORMAZIONI OPERATE DALL’ESPERIENZA SULLA DIDATTICA E SUL PROGETTO EDUCATIVO DELLA SCUOLA NEL SUO COMPLESSO

Il processo di trasformazione risulta graduale e diversificato e soprattutto non strettamente legato a questa specifica circostanza. In continuità col passato il curricolo di scuola è strettamente connesso ai P.S.P. ed entrambi sono basati su obiettivi formativi contestualizzati che scaturiscono sia da tematiche trasversali, sia da contenuti strettamente disciplinari.

Per quanto concerne le U.A., oggetto specifico della Riforma, esse sono state da noi pianificate in stretta correlazione con il POF di scuola, la programmazione di plesso, di interclasse, di classe e con i P.S.P.; I docenti si sono confrontati, letto articoli sulla riforma per verificare al meglio quanto progettato.

5.    I MODI UTILIZZATI PER VALUTARE L’ESPERIENZA

L’attività di valutazione, in generale, è parte integrante delle procedure in atto nella nostra scuola. Anche questa specifica esperienza di pianificazione dell’ U.A., sarà oggetto di verifica  a fine anno relativamente all’area didattica, organizzativa e gestionale dell’Unità Scolastica.

Saranno predisposte griglie e questionari da sottoporre agli insegnanti e ai genitori per rilevare elementi riguardanti la qualità dei servizi offerti, della partecipazione e della cooperazione tra scuola e famiglia, nonché dati relativi alla valutazione degli apprendimenti degli alunni e dei percorsi e processi formativi attivati.

I rilievi saranno  resi noti, sia pure in forma anonima, per rispettare la privacy, all’interno del  Collegio docenti aperto anche alle insegnanti della scuola dell’infanzia, per un aperto confronto e per eventuali modifiche.

 

6. I PUNTI DI FORZA E DI CRITICITÀ INDIVIDUATI IN SITUAZIONE

PUNTI FORZA:

§         Sperimentare con consapevolezza la Personalizzazione dei Piani di Studio.

§         Sperimentare con consapevolezza un’organizzazione didattica flessibile e rispondente ai reali bisogni di ciascuno.

§         Crescita responsabile della capacità di  poter progettare e realizzare percorsi Formativi Unitari e condivisi.

§         Valorizzazione delle attività laboratoriali.

§         Coinvolgere maggiormente e con più  responsabilità la  famiglia al fine di condividere la crescita e lo sviluppo degli allievi.

§         Sperimentare e costruire nuovi strumenti capaci di dimostrare e accompagnare l’alunno durante il suo  percorso formativo.

§         Sperimentare la flessibilità del curricolo utilizzando la quota del 15% per lo studio e la conoscenza del proprio territorio.

 

PUNTI DI CRITICITA’

Le difficoltà iniziali hanno rappresentato un significativo momento di riflessione sulle pratiche educative in atto, inducendo il gruppo di docenti ad assumere maggiore consapevolezza sulla necessità di approfondire la conoscenza del nuovo lessico pedagogico introdotto dai documenti ufficiali sulla Riforma. Durante il progetto sono emerse altre difficoltà  nell’interpretare e  tradurre  sul piano operativo i nuovi Documenti quali:

§         Contestualizzazione degli Obiettivi Specifici di Apprendimento in Obiettivi Formativi

§         Dare  significato al concetto di “personalizzazione” 

§         Predisporre  il Percorso Formativo

§         Identificare le tematiche del Percorso Formativo e la giusta collocazione ologrammatica

7.    LA RIPRODUCIBILITÀ E TRASFERIBILITÀ DELL’ESPERIENZA

L’esperienza può essere riproducibile per le sue caratteristiche metodologiche, didattiche e strumentali.

L’oggetto prodotto diventa trasferibile nella misura in cui viene considerato un punto di riferimento tenendo conto di un coerente raccordo al POF, del contesto in cui si opera e degli spazi disponibili.

 

Allegati:

 Gli esempi  delle uu.aa  e dell’esperienza attuata nei plessi di Gallico Marina e Gallico Superiore, si possono richiedere alla referente del

 Progetto "AZZURRA  EMOZIONE" "Lucrezia" o consultando il sito: http://gold.indire.it/nazionale/regionale/calabria/index.htm